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URL:https://bibliotechelaspezia.it/events/premio-exodus-2025/
SUMMARY:Premio Exodus 2025
DESCRIPTION:Giovedì 8 maggio alle ore 11.00 alla Mediateca Regionale Ligur
 e “S. Fregoso” (via Firenze\, 37) il Sindaco della Spezia Pierluigi Pe
 racchini conferirà il Premio Exodus 2025 a David Meghnagi\, ideatore e di
 rettore del Master internazionale di secondo livello in Didattica della Sh
 oah presso l’Ateneo di Roma Tre\, membro della Delegazione italiana pres
 so la Task Force for International Cooperation on Holocaust Remembrance an
 d Education\, e la Menzione Cittadina a Doriana Ferrato\, presidente dell
 ’Associazione Nazionale Ex Deportati – La Spezia.\nQuest’anno il Pre
 mio Exodus è dedicato a Cecilia Sala e a tutti gli uomini e le donne che 
 con coraggio sono portavoce dei popoli oppressi nel mondo\, in attesa che 
 possa essere presente qui alla Spezia.\nPer l’edizione 2025\, si annunci
 a anche che è stato predisposto in Mediateca Regionale Ligure “S. Frego
 so” l’archivio documentale “Premio Exodus”\, i cui documenti sono 
 tutti inseriti nel catalogo online (OPAC) del Sistema Bibliotecario e Muse
 ale Città della Spezia (http://bibliospezia.erasmo.it)\, catalogati come 
 “Premio Exodus” per consentirne la più facile fruizione.\n“Il Premi
 o Exodus è un appuntamento nel calendario civico della Città della Spezi
 a che ha radici lontane e profonde e rivela il vero volto della nostra com
 unità – generosa\, aperta\, libera\, democratica –  tramandando alle
  nuove generazioni\, ogni anno\, una bellissima pagina di storia della nos
 tra Provincia – dichiara il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini 
 – Da tutto il nostro territorio\, infatti\, fra il 1946 e il 1948\, in a
 nni tremendamente bui\, i cittadini prestarono aiuto ai superstiti dei lag
 er nazisti con le tre navi\, Fede\, Fenice e Exodus\, verso quello che div
 enterà lo Stato d’Israele con una generosità e umanità senza preceden
 ti in Italia per l’organizzazione e il numero dei salvati\, tanto che da
  allora nelle carte nautiche internazionali siamo riconosciuti come la “
 Porta di Sion”. Quest’anno il Premio Exodus sarà conferito a David Me
 ghnagi “in virtù della sua attività di strenua ricerca e conservazione
  della memoria della Shoah\, di promozione di una cultura del dialogo e di
  pace”: una personalità importante dal punto di vista umano e intellett
 uale nel panorama accademico italiano e dell’Unione delle Comunità Ebra
 iche Italiane. Poiché in questi ultimi anni\, l’Amministrazione insieme
  all’ANED La Spezia si è particolarmente impegnata nel ricordare le per
 sone che sono state vittime del nazionalsocialismo attraverso il segno tan
 gibile delle pietre d’inciampo nelle vie della Città\, la menzione citt
 adina del Premio Exodus quest’anno è conferita a Doriana Ferrato con la
  seguente motivazione: “per la strenua custodia della memoria di tutti i
  deportati nei campi nazisti a beneficio delle nuove generazioni. La conti
 nuità del Premio Exodus\, la predisposizione delle pietre d’inciampo\, 
 le iniziative congiunte con il Comitato Unitario della Resistenza\, l’im
 pegno a promuovere eventi di rievocazione della nostra storia locale per n
 on dimenticare il sacrificio di quanti sono caduti per la nostra libertà 
 e democrazia\, la reinterpretazione di luoghi drammatici come la Galleria 
 Antiaerea in chiave contemporanea con chiari messaggi di pace a firma di u
 n’artista internazionale come OZMO sono tutti tasselli di un unico mosai
 co per affermare senza ambiguità ogni giorno e ad ogni cittadino l’orgo
 glio di essere una Città Medaglia d’Oro al Merito Civile e Medaglia d
 ’argento al Valore Militare”.\n“Al Sindaco del Comune della Spezia\,
  alle Cittadine e ai Cittadini della Spezia\, è con grande onore che acce
 tto il "Premio Exodus" e lo assumo come incoraggiamento e come impegno per
  continuare il lavoro iniziato con tanti amici e colleghi e che altri cont
 inueranno – dichiara David Meghnagi – Scrivendo a Thomas Mann nel 1935
 \, Freud espresse la sua fiducia che "in tempi che confondono il giudizio"
  il grande scrittore tedesco non dicesse mai   "una cosa" "vile e bassa
 ”. Quei tempi ce li siamo lasciati per fortuna alle spalle\, ma la cult
 ura dell'odio si è riaffacciata nuovamente mettendo in pericolo le basi d
 ella convivenza su cui poggiano i valori della Repubblica. Per parafrasar
 e in tempi che "confondono il giudizio"\, può essere necessario avere per
  le parole la stessa cura che si ha per le persone più amate. Le parole p
 ossono ferire e uccidere\, ma possono anche guarire le ferite. Viviamo in
  un momento storico di grandi incertezze e pericoli che non devono però f
 are venire mai meno la speranza di un futuro possibile.  Conservare la ca
 pacità di pensare e di immaginare un possibile futuro diverso\, è la ver
 a forza nascosta in ogni essere umano\, che rende possibile l'elaborazione
  del dolore e una sua trasformazione positiva. Viviamo in un momento diff
 icile segnato da una profonda crisi delle relazioni internazionali che ha 
 come sfondo la fine degli equilibri geopolitici emersi dopo la tragedia de
 lla Seconda guerra mondiale. Da latente l'antisemitismo è tornato manife
 sto. In un rovesciamento speculare dei simboli l'antisemitismo ha riscoper
 to una falsa "innocenza" perduta\, declinandosi subdolamente come una form
 a di "antirazzismo".  Non c'è da sorprendersi che in questa perversa log
 ica\, la memoria della Shah venga messa sotto attacco\, banalizzandola e d
 erubricandola. Come ho più volte sottolineato di fronte ai drammi e alle 
 tragedie che si consumano nel Vicino Oriente\, come in altri luoghi del mo
 ndo\, non sono in discussione il diritto alla critica o al dissenso. Crit
 ica e dissenso sono il sale della democrazia.  Ad essere in discussione s
 ono le forme che la critica talora assume\, per non parlare della demonizz
 azione che fa da sfondo ad una cultura dell'odio che non risparmia nemmeno
  i sopravvissuti allo sterminio nazista. Come si è purtroppo ripetutament
 e verificato nel caso della Senatrice Liliana Segre\, a cui desidero manif
 estare la mia vicinanza. In questa difficile sfida non siamo soli.  La vo
 ce dell'intelletto è fioca\, ma alla lunga può trovare ascolto. Gettando
  ponti\, creando alleanze e avendo come riferimento un futuro possibile di
  convivenza fra popoli\, nazioni\, culture e religioni. Se assumiamo come 
 valore il singolo nella sua unicità e irripetibilità\, possiamo riscopri
 re il sentimento di una comune appartenenza\, della fratellanza e della re
 sponsabilità verso le generazioni che verranno”.\n“Ringrazio per la m
 enzione in occasione del premio Exodus 2025 – dichiara Doriana Ferrato 
 – Una menzione inattesa che emoziona e commuove nel ricordo di milioni d
 i vittime delle deportazioni naziste. La nostra città detiene un tragico 
 primato che non dimentica e impegna a far memoria storica\, specialmente t
 ra le nuove generazioni. Ma La Spezia è anche Exodus\, solidarietà e aiu
 to concreto verso i superstiti dello sterminio degli Ebrei in un momento p
 ost bellico tanto difficile per la popolazione spezzina. E questa nostra s
 toria cittadina deve essere conosciuta dai giovani per i Valori che esprim
 e La menzione onora me e l'ANED che rappresento nel ricordo di tanti che n
 on sono più tra noi”.\nIl Premio Exodus anche quest’anno sarà un int
 enso momento di approfondimento culturale con lo scopo di celebrare\, semp
 re con uno sguardo tra memoria e riflessione sul presente\, la straordinar
 ia pagina civile di cui La Spezia è stata protagonista ricordando l’aiu
 to prestato dalla Città e da tutto il territorio negli anni 1946-1948 ai 
 superstiti ai lager nazisti. La Spezia\, infatti\, si trasformò nella “
 Porta di Sion”: da qui partirono navi come la “Fede”\, il “Fenice
 ” e la nave “Exodus”.\nPer il 2025\, il Sindaco della Spezia ha volu
 to conferire il premio a David Meghnagi con la seguente motivazione: “in
  virtù della sua attività di strenua ricerca e conservazione della memor
 ia della Shoah\, di promozione di una cultura del dialogo e di pace”.\nL
 a menzione cittadina del Premio Exodus 2025 a Doriana Ferrato è dovuta co
 n la seguente motivazione: “per la strenua custodia della memoria di tut
 ti i deportati nei campi nazisti a beneficio delle nuove generazioni”.\n
 PROGRAMMA \nGiovedì 8 maggio ore 11.00\nMediateca Regionale Ligure “S. 
 Fregoso”\, via Firenze 37\nSaluto del Sindaco della Spezia Pierluigi Per
 acchini\nConferimento della menzione cittadina Premio Exodus 2025 a Dorian
 a Ferrato\nConferimento del Premio Exodus 2025 a David Meghnagi\nLectio Ma
 gistralis di David Meghnagi\n\nI PROTAGONISTI DEL PREMIO EXODUS 2025\nDavi
 d Meghnagi. \nDavid Meghnagi è nato a Tripoli che ha lasciato dopo un san
 guinoso pogrom nel giugno del 1967. Negli anni Settanta - Novanta ha svolt
 o una intensa attività per lo sviluppo del dialogo ebraico cristiano e pe
 r   una   composizione politica del conflitto medio orientale. In ambi
 to accademico ha ideato e diretto per due decenni Master internazionale di
  secondo livello in Didattica della Shoah presso l’Ateneo di Roma Tre. P
 rimo in Europa\, il Master ha contribuito a formare oltre 150 studiosi inc
 ardinati oggi nel sistema scolastico e universitario italiano. Ordinario d
 ella Società psicoanalitica italiana e Professore di Psicologia Clinica\,
  Psicologia dinamica e Psicologia della religione e pensiero ebraico press
 o l'Università di Roma Tre\, è stato visiting in numerosi Atenei. Ha fon
 dato e dirige dal 2013 Trauma and Memory\, una rivista di studi internazio
 nale sulla memoria del trauma ed è membro del Board di diverse riviste eu
 ropee e internazionali tra cui International Journal of Psychoanalys\, Let
 tera internazionale. E' stato tra i promotori del Master internazionale in
  Scienze della religione di Roma Tre e della International Unity of Resear
 ch "Tra Occidente e Oriente". Ha Ideato e diretto con Amos Luzzatto il Com
 itato accademico europeo per la lotta all'antisemitismo e la promozione de
 lla cooperazione accademica euromediterranea. E' stato per due decenni Mem
 bro della Delegazione italiana presso la International Holocaust Remembran
 ce Alliance (IHRA). È stato Vicepresidente e Assessore alla cultura dell
 ’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane\, e delegato per l’Italia pr
 esso la Conferenza dell’OSCE contro l’antisemitismo. È stato consulen
 te del Centro di Cultura Ebraica di Roma. Membro del comitato scientifico 
 di numerose riviste scientifiche e divulgative italiane e straniere tra cu
 i Lettera internazionale (rivista di cultura europea pubblicata in numeros
 e lingue)\, Quadrangolo (rivista di psicoanalisi e scienze sociali) e la R
 assegna mensile Israel. Ha collaborato a diverse testate giornalistiche e 
 riviste italiane e straniere (tra cui Avvenire\, Il Messaggero\, l’Unit
 à\, Liberation\, MicroMega\, International Review of Sociology\, Internat
 ional Review of Psychoanalysis\, Judaica - Zurich\, Lettera Internazionale
 \, Prometeo\, Quadrangolo\, la Repubblica). E' presidente onorario della E
 uropean Teachers Network on Holocaust Studies. Studioso di musica liturgic
 a\, è vice presidente dell'Associazione Leo Levi per la conservazione e v
 alorizzazione del patrimonio musicale liturgico ebraico. Negli anni Settan
 ta e Ottanta è stato attivo nello sviluppo del dialogo inter religioso eb
 raico cristiano e di una politica di pace nel Vicino Oriente. Con Giorgio 
 Napolitano e Piero Fassino ha contribuito a ideare e sviluppare iniziative
  culturali finalizzate alla costruzione del dialogo e per una composizione
  politica dei conflitti nella Regione. Amico del Rabbino Laras e del Cardi
 nale Martini\, ha promosso la creazione delle foreste in Israele in memori
 a di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II.  Ha poi collaborato al progetto 
 per la creazione di una foresta in memoria del Cardinale Martini voluta da
 l Rabbino Laras. Ha avviato un progetto di valorizzazione della musica lit
 urgica del Mediterraneo. Un primo esito di questo progetto è stata la pub
 blicazione di Shiru Shir\, un CD interamente dedicato alla musica liturgic
 a degli ebrei di Libia. In ambito psicologico ha contribuito a innovare un
 'area di studi freudiani sulle origini del pensiero psicoanalitico e sulla
  problematica del trauma psichico. Tra le sue numerose pubblicazioni: Il K
 ibbutz: aspetti socio-psicologici (Roma 1974)\; Modelli freudiano della cr
 itica\, Roma 1985\; La sinistra in Israele (Milano 1980)\; Il Padre e la l
 egge\, Venezia\, 1992: Freud and Judaism (London\, 1993)\; Tra Vienna e Ge
 rusalemme. Itinerari psicoanalitici (Firenze\, 2002)\; Interpretare Freud\
 , Venezia\, 2003\; Ricomporre l’infranto. Il lutto della Shoah nell’es
 perienza dei sopravvissuti\, Venezia\, 2005\; Scrittura e testimonianza\, 
 Firenze\, 2005\; le sfide di Israele\, Venezia\, 2010\; Enzo Bonaventura\,
  Venezia\, 2017\; Jewish Libya (con Jack e  Judith Roumani)\, Syracuse Un
 iv. 2018\; Freud\, Jung\, Sabina Spielrein e la "faccenda nazionale ebraic
 a"\, Bollati Boringhieri\, 2025 (in uscita). Ha curato l’edizione italia
 na delle memorie di Marek Edelman\, Memoria e storia dell’insurrezione d
 el ghetto di Varsavia\, Roma\, 1985\; la storia del Parnas di Pisa\, Paler
 mo\, 218\; con altri ha curato La cultura sefardita\, in tre volumi\, Roma
 \, Israel\, 1984\; Antinomie dell’educazione (convegno internazionale a 
 Roma Tre\, 2004)\,  Roma\, 2005. È stato coautore di numerosi volumi tra
  cui: Il sistema educativo del kibbutz\, Firenze\, 1975\; Il tempo del tra
 nsfert\, Guerini\, Associati\, 1989\; un secolo di Freud\, Milano\; Judent
 um Ohne Halacha\, Ohne Zionismus\, Zurich\, 1986\, Vecchio e nuovo antisem
 itismo\, 2019. Ha curato e collaborato scientificamente alla realizzazione
  di documentari radiofonici e televisivi tra cui: L'ultimo esodo\, memoria
  e storia degli ebrei di Libia\, sulla storia del campo di Terezin\, sui d
 esaparecidos argentini\, sulla storia dei manicomi in Italia\, sull'opera 
 di Bion\, sui processi marrani etc. Lo ha contraddistinto anche un’amici
 zia e un impegno condiviso con Primo Levi negli Anni Ottanta.\nDoriana Fer
 rato.\nDoriana Ferrato nata alla Spezia nel 1950\, laureata all'Universit
 à degli Studi di Genova con tesi "Sarzana ai primi del '600: ricerche d'A
 rchivio sull'amministrazione politico-militare e sulla vita interna". Già
  docente di Materie Letterarie negli Istituti d'Istruzione Superiore della
  Spezia\, conclusa l'attività professionale dal 2010 è presidente della 
 sezione spezzina dell'Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi nazist
 i (ANED) e Consigliere Nazionale dell'Associazione\, dedicandosi alla cons
 ervazione e divulgazione della memoria storica della deportazione nazifasc
 ista.\n \nSTORIA DI EXODUS\nDall’estate del 1945 alla primavera del 194
 8 oltre ventitremila ebrei riuscirono dalle acque della Spezia a lasciare 
 clandestinamente l’Italia diretti in Palestina. La potenza mandataria de
 lla Palestina\, la Gran Bretagna\, aveva infatti emesso il Libro Bianco de
 l 17 Maggio 1939 per regolamentare l’afflusso controllato in Palestina d
 i soli 75 mila ebrei in 5 anni. Una misura che fu messa in crisi dalla dra
 mmatica situazione europea e contrastata con ogni mezzo dal Mossad Le Aliy
 à Bet (Istituto per l’immigrazione illegale sorto nel 1938). A partire 
 dal Maggio 1945 una notevole corrente di ebrei cominciò ad affollare la P
 enisola e il Mossad Le Aliyà Bet inviò un responsabile in Italia con bas
 e a Milano\, Yehura Arazi. Altri membri del Mossad furono inviati in Itali
 a tra i soldati della brigata ebraica al seguito degli alleati. La prima n
 ave di profughi\, il Dallin (già Sirius) partì da Monopoli il 21 Agosto 
 1945 con soli 35 immigrati a bordo. La questione dell’immigrazione ebrai
 ca scoppiò come caso internazionale nel Maggio 1946: l’epicentro della 
 crisi divenne il porto della Spezia dove erano in allestimento due imbarca
 zioni\, la Fede di Savona e il motoveliero Fenice\, pronte a trasbordare 1
 014 profughi. Quell’operazione godette dell’aiuto di tutta la città d
 ella Spezia\, già stremata dalla guerra e distrutta dai bombardamenti. Pr
 oprio il sostegno della gente\, resistenza dei profughi\, intervento dei g
 iornalisti di tutto il mondo e la visita a bordo di Harold Lasky\, preside
 nte dell’esecutivo del Partito Laburista britannico\, costrinsero le aut
 orità londinesi – le cui navi bloccavano l’uscita dal porto della Spe
 zia – a togliere il blocco alle due imbarcazioni che salparono dal molo 
 Pirelli a Pagliari alle ore 10 dell’8 Maggio 1946.L’accoglienza della 
 comunità e la solidarietà delle autorità spezzine convinsero gli organi
 zzatori del Mossad a puntare sulla Spezia con operazioni di maggior peso. 
 Così nella notte tra il 7 e l’8 Maggio 1947 la nave Trade Wins/Tikya \,
  allestita in Portogallo\, imbarcò 1414 profughi a Portovenere. Nelle ste
 sse ore era giunta nelle acque del golfo della Spezia\, proveniente da Mar
 siglia\, la nave President Warfield\, un goffo e pesante battello adatto a
  portare turisti giù per il Potomac\, da Baltimora a Norfolk in Virginia.
  La nave venne ristrutturata nel cantiere dell’olivo a Portovenere per l
 a più grande impresa biblica dell’emigrazione ebraica: trasportare 4515
  profughi stipati su 4 piani di cuccette dall’altra parte del mediterran
 eo. L’imbarcazione divenne un simbolo\, prese il nome di Exodus\, raggiu
 nse le coste della Palestina\, venne attaccata dagli inglesi e avviò la n
 ascita dello stato di Israele con tutte le conseguenze che sappiamo. A nar
 rarci le peripezie dei profughi dello sterminio ebreo ci ha pensato nel 19
 58 Leon Uris con il celebre romanzo Exodus\, tema ripreso nel libro il com
 andante dell’Exodus di Yoram Kaniuk. A Exodus è dedicato anche un belli
 ssimo film del 1960 di Otto Preminger interpretato da Paul Newman\, Peter 
 Lawford ed Eva Marie Saint.La Exodus mosse dal golfo della Spezia ai primi
  di Luglio del 1947\, sostò a Port-de-Bouc\, caricò a Séte\, fu assalit
 a e speronata dai cacciatorpedinieri britannici davanti a Kfar Vitkin.Ci f
 urono morti a bordo\, gente che era sopravvissuta ai lager e che finì i s
 uoi giorni a due passi dalla speranza nelle acque tra Netanya e Haifa. Dop
 odiché gli inglesi rimandarono i profughi ad Amburgo al campo di Poppendo
 rf\, un ex lager trasformato in campo di prigionia per gli ebrei. Il nome 
 di Exodus da allora significò il desiderio di giustizia per l’emigrazio
 ne ebraica. Ma solo con la fine del mandato britannico i profughi sarebber
 o potuti tornare in Palestina. La Fede\, il Fenice e la Exodus si mossero 
 tutte dal golfo della Spezia\, una dicitura che non compare nelle carte ge
 ografiche israeliane. La Spezia in Israele è infatti indicata col nome di
  “Schàar Zion” Porta di Sion. Nel nome di Exodus la città della Spez
 ia porta nel Mediterraneo l’idea della pace e della convivenza Il 25 Apr
 ile 2006 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha conferito 
 al Comune della Spezia la medaglia d’oro al merito civile per l’aiuto 
 prestato dalla popolazione spezzina ai profughi ebrei scampati alla second
 a guerra mondiale.
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